Nell’accostarci ad una sorta di mostro sacro della nostra letteratura contemporanea, non possiamo nascondere una sorta di timore reverenziale. È un dilemma molto forte quello che ci troviamo a dipanare. Da un lato la voglia di dare voce alla nostra sensibilità, accarezzata e deliziata dalle sapienti parole che Vito Moretti ci regala con la sua nuova opera, Luoghi (Tabula Fati, Chieti 2011), dall’altro la paura di apparire inadeguati e inadatti. Un timore reso ancora più cocente dal confronto con i curatori delle note critiche apparse in testa ed in calce all’opera citata.
È Daniele Maria Pegorari, all’inizio di questo percorso, che ci introduce al mondo letterario dell’autore, quasi fosse, appunto, un percorso, da compiere però in punta di piedi, con un pizzico di velata nostalgia. Ripercorre le tappe fondamentali del suo vivere la letteratura, lo incontra per noi nei luoghi della sua vita, che è sua, ma che in qualche modo ci appartiene. Perché Pegorari, con illuminata sensibilità, ci svela un Moretti cantore della propria storia, ma magicamente proiettato in quella dell’intera comunità, la nostra, quella dell’uomo.
Ancora luoghi, quelli visitati dall’altro relatore in calce al libro, Giacomo D’Angelo. Luoghi della memoria di un secolo, il Novecento, che non è ancora finito, almeno a livello letterario. È D’Angelo, con la cultura che lo contraddistingue e lo eleva a voce tra le più autorevoli della critica abruzzese e nazionale, ad accostare Moretti ai grandi della letteratura mondiale del Novecento. E quando diciamo “grandi”, non intendiamo per forza i più famosi o i più osannati dalla critica, anzi! Il commento a Luoghi di Moretti diventa spunto di riflessione e permette di riappropriarsi di una poesia spesso dimenticata, in alcuni casi addirittura celata. Grazie a Moretti, questi luoghi tornano a far sentire la propria voce a volte dissonata, dissacrata, ma anche arsa da incontenibile passione.
Una voce che è voce dell'anima, voce che riempie gli spazi del cuore e li mena raminghi per le strade del mondo. Perché è proprio il “mondo” il protagonista di questo libro di poesie. Poesie che elevano la nostra anima di viaggiatori e ne diventano strumento di indagine e di conoscenza, come dice il già citato Giacomo D’Angelo.
In un mondo in cui la globalizzazione sta diventando sempre più il protagonista assoluto degli schemi organizzativi, Moretti si pone in antitesi all’omologazione dilagante. Riafferma l’identità perduta dei luoghi della memoria, esalta il valore intrinseco e mai perso delle proprie radici, delle dimore del cuore. Ma in qualche modo elabora ed evolve questo concetto, quando a Odessa afferma che “Un uomo ha terra ovunque…”. Ci apre un abisso questa nuova opera di Moretti, ancor più sublime e preziosa in quanto portatrice di domande esistenziali che accompagnano la magia dei nostri luoghi più intimi. E se è vero ciò che dice il poeta, nella splendida dedica al Sud, che “La verità abita i dubbi e li annuncia…”, allora in verità, possiamo affermare senza timore di errore che ci troviamo di fronte ad un’opera imperdibile.
Parola di lettore professionista.
Arturo Bernava
Vito Moretti
Luoghi
Edizioni Tabula fati
Chieti 2011
p. 120 - € 10,00
[978-88-7475-210-2]
martedì 24 aprile 2012
martedì 17 aprile 2012
Recensione: L'ULTIMA FUGA di Daniela Quieti (Edizioni Tracce)
C'è il respiro della vera poesia in questa raccolta di Daniela Quieti. Un incipit felicissimo e un finale che ha l'incisività di un'epigrafe sembrano raccogliere in circolo tutte le composizioni, cinquanta, che non a caso recano un numero progressivo:A chi importa
il mio passato
sono nata all'alba
e il crepuscolo
già si avvicina.
A questo inizio che, collegato con il titolo della raccolta potrebbe far pensare a una poesia fatta di rimpianti e di malinconie, si oppone con forza, fin dalla prima poesia, il richiamo alla vela gonfiata dal vento e al potente scorrere della linfa nell'albero, a significare vitalità, amore per l'esistenza, pur nella consapevolezza della fugacità del tempo.
Anche nel momento di un apparente naufragio, ecco il richiamo a "una cometa che mi guidi / a un cielo di albe chiare" oppure il riapparire di una parola che diventa salvifica, che assicura, per mezzo della scrittura, la persistenza, in una parola, la vita:
Se l'urto inginocchia
una breve stagione d'amore
rendimi lieve nell'abbraccio
dei tuoi
dei miei silenzi.
Ed è nell'amore, nel senso più ampio del termine, che si cerca e si trova la scintilla che consente il cammino, quella che fa scoprire la bellezza di gesti semplici, che conduce alla ridente complicità di una vita percorsa tenendosi per mano. Non a caso è ancora la parola scritta a celebrarne la persistenza: "... pagine di un libro / che resta vita su una mensola", con felice contrasto tra l'apparente immobilità e inutilità del libro deposto e la vita che in esso continua a pulsare.
Ma il cammino è a volte in salita, scosceso, si cerca una fugace primavera nel pieno di un inverno, si attende un vento che possa condurci ad acque inviolate, si sente il morso del dolore. É allora che il cuore cerca la mano di chi percorre con noi il cammino: "... nulla conta / se tu ci sei".
Al sollievo di un incontro felice offerto dal destino segue un momento di malinconia, non priva però di serenità, nonostante l'immagine del tempo "scartato in soffitta". Subito dopo, però, ancora il calore della passione, la forza dei sentimenti, creano un "tempo non tempo", ponendo l'autrice in una dimensione di pace, sempre tesa verso un sogno che ella non abbandona, anzi insegue con forza. In questo contesto, l'assenza diviene situazione non tollerabile:
ha un respiro smarrito
quest'assenza
che sussurra l'inganno
dell'attesa
É la natura che offre allora sollievo e "un prodigio di stelle" supera la malinconia della poetessa e del suo interlocutore (che altri non è che la poetessa stessa), perché nel pentagramma di Daniela Quieti "solo il cuore è misura".
Quando poi il tempo della passione sembra trascorso, quando si affaccia il rimpianto per mille vite non vissute a seguito di ciascuna delle nostre scelte, le mani sembrano non poter più stringere "promesse d'amore". Eppure le nubi si trasformano, creano armonia, perché uno sguardo rivela che la bellezza e l'amore sono sempre vivi e presenti, anche nel buio più profondo. É così che "l'ultima fuga", la struggente sensazione del correre del tempo, trova la sua risposta, perché c'è sempre un nuovo cammino:
laveremo storie
in cascate di sogni
ma dimmi ancora
parole d'amore
quando si fa buio
contro il cielo viola
della sera.
Giancarlo Giuliani
Daniela Quieti
L'ultima fuga
Edizioni Tracce
ISBN 978-88-7433-730-9
pp. 72 € 11,00
lunedì 16 aprile 2012
Recensione: NELLO SPECCHIO DI MABEL di Marco Tornar
Mabel giunge a noi dalle nebbie che avvolgono troppo spesso figure erroneamente giudicate marginali nella letteratura. Marco Tornar ha il dono di cogliere momenti di assoluta bellezza, vite irripetibili, e ce le offre con generosità. Egli sa come far parlare luoghi e oggetti, come essi si carichino di significati, assumano un ruolo emblematico, tale da contribuire a ricreare il mondo in cui i personaggi si muovono. É tutto naturale nei libri di Tornar: lo scialle di Claire, nel precedente libro dedicato a Claire Clairmont ci è divenuto familiare, ne abbiamo percepito l’importanza per la vita interiore della protagonista. Così è anche per gli oggetti che circondano la vita di Mabel.
Il lettore è subito coinvolto dall’incipit, con la raffinata delicatezza dell’amore che nasce tra due ragazze, Mabel e Violet Gli oggetti si caricano di significato, dipingono non solo ambienti, ma indirettamente le persone stesse. C’è poi, immediato, uno stacco temporale di nove anni e, come per inciso, il lettore apprende della morte di Violet e il profumo della Créme Simon, che aveva avvolto gli attimi intensi della scoperta dell’amore, chiude, sigilla, un momento perfetto, reso irripetibile dalla morte.
È così anche per le perle che Mabel dà a Bindo, premessa a un momento drammatico, vissuto sepre in modo che può apparire inatteso al lettore, che ha la sensazione di cogliere indifferenza, e magari se ne ha anche a male. Del resto, anche il matrimonio di Mabel è del tutto, per lei, privo di illusioni: è ben consapevole, infatti, della differenza tra lei ed Edwin, uomo concreto, ben lontano dalla profondità psicologica di Mabel.
Poi, i colori. Tornar è straordinario nel cogliere i colori della natura e delle cose. Basta una notazione per aprire al lettore spazi di pensiero. Così, ecco il “blu Della Robbia”, le figure grigie di Watteau, la descrizione dei damaschi di casa. Ma i potrebbe continuare a lungo.
Tema forte del libro è comunque il tema della memoria: un velo di malinconica nostalgia, pur nella consapevolezza dell’inevitabilità del trascorrere del tempo. Anzi, forse proprio per questo. C’è in Mabel un convincimento profondo del valore della memoria, strumento a tratti salvifico. La capacità di uno sguardo consapevole verso il passato è evidente ad esempio nel ritratto di Elizabeth Mc Leod (p. 50), nel ritorno dell’immagine di Violet (p. 59), in fondo anche nel rapporto tra Mabel e Marcelle, in cui è sempre presente l’ombra della stessa Violet.
Rasenta infine l’estetismo il momento in cui Mabel avverte un forte trasporto per Gino, l’autista, ma una forte componente di estetismo è presente anche nelle modalità con le quali Mabel tenta il suicidio, i pezzi di vetro nei fichi e una bottiglia di laudano. Quasi un libro a sè è l’incontro con la Duse, il cui ritratto è reso in modo assai felice, lontano dalla vulgata derivante dal “Fuoco” dannunziano.
“Dio protegga le donne dai poeti!”, dice a un certo punto l’autore: ma senza l’animo di un poeta come Marco Tornar non ameremmo Claire e Mabel, non avremmo “riconosciuto” la loro vita.
Giancarlo Giuliani
Marco Tornar
Nello specchio di Mabel
Tracce, Pescara 2012
Pag. 168 - Euro 11,00
giovedì 15 marzo 2012
VII PREMIO RACCONTO BREVE 2012 (Scadenza 12/05/2012)
“Borghi d’autore. La tua storia ambientata nella provincia italiana”
1. L’Associazione Pro Loco di Garrufo di Sant’Omero (Te) indice la VII edizione del premio Racconto breve 2012 “Giammario Sgattoni”, sul tema “Borghi d’autore. La tua storia ambientata nella provincia italiana”.
2. La partecipazione è gratuita.
3. I testi non devono superare la lunghezza di n. 16.000 battute (spazi inclusi).
4. Gli elaborati devono essere scritti in lingua italiana.
5. Gli elaborati devono essere inediti.
6. Il materiale dovrà essere inviato entro il 12 maggio 2012, sia su supporto cartaceo, sia su supporto informatico (file.doc), tramite servizio postale a: “Premio racconto breve” c/o Pro Loco di Garrufo, Via Nazionale, 93, - 64027 GARRUFO di SANT’OMERO (Te).
Le buste, contenenti le opere, con timbro postale successivo alla data suindicata, non verranno tenute in considerazione.
7. Il Premio è articolato in un’unica sezione: possono partecipare tutti quelli che abbiano compiuto i quattordici anni di età alla data del 12 maggio 2012.
8. I dattiloscritti devono essere presentati in n. 5 copie non firmate, in busta chiusa senza mittente, in forma anonima.
9. Il nominativo, l’età degli autori, i recapiti (indirizzo, telefono, e-mail) e il CD con il file.doc, vanno inclusi in una seconda busta sigillata e inserita nel plico sempre in forma anonima.
10. Non si accettano elaborati spediti per posta elettronica.
11. Per informazioni: tel. (ore pomeridiane): 328.8967619; 320.0697431. Oppure scrivere all’indirizzo e-mail di Enrico Di Carlo: enricodica@libero.it.
12. Non verranno presi in considerazione racconti che eccedono la lunghezza stabilita e che, per gli argomenti trattati, contrari alla morale pubblica, a insindacabile giudizio della Giuria possano esporre l’organizzazione o i singoli soggetti a contenziosi di tipo legale o possano risultare lesivi della loro immagine.
13. I lavori partecipanti al Premio non saranno restituiti in quanto costituiranno parte integrante dell’archivio del Premio medesimo.
14. La Giuria, nominata dalla Pro Loco, esaminerà i lavori concorrenti e, in base ai criteri e motivi stabiliti per l’assegnazione dei premi, redigerà una relazione conclusiva che conterrà la graduatoria dei vincitori.
15. I premi consistono in:
Primo classificato:
• Un pernottamento in camera matrimoniale con colazione e cena per due persone, con degustazione di vini delle colline teramane, presso l’Hotel Ristorante “Zunica 1880”, a Civitella del Tronto (Te), uno dei borghi più belli d’Italia. Il premio è valido per tutto il 2012, previa richiesta di disponibilità;
• Prodotti tipici della cultura e della tradizione abruzzesi.
Secondo classificato:
• Un pernottamento in camera matrimoniale con colazione, per due persone, presso il B&B “Sul Frantoio” di Aladino e Felice Stante, a Fossacesia (Ch), località della “Costa dei trabocchi”. All’interno dell’antico Frantoio verrà offerta una degustazione di prodotti tipici abruzzesi. La cena, sempre per due persone, è offerta dal Ristorante-Trabocco Punta Tufano, a Rocca San Giovanni (Ch). Il premio è valido per il periodo maggio-ottobre, previa richiesta di disponibilità.
• Prodotti tipici della cultura e della tradizione abruzzesi.
Terzo classificato:
• Un pernottamento in camera matrimoniale con colazione e cena per due persone, presso il ristorante “Taverna de li Caldora” a Pacentro (Aq), antico borgo che si trova alle pendici del Monte Morrone, la cui architettura medioevale si è perfettamente conservata. Pacentro è compreso tra i borghi più belli d’Italia. Il premio è valido per tutto il 2012, previa richiesta di disponibilità.
• Prodotti tipici della cultura e della tradizione abruzzesi.
16. La Giuria si riserva di assegnare premi ex-aequo.
17. Una Giuria-giovani (14-25 anni), nominata dalla Pro Loco, si riserva di assegnare un premio speciale consistente in prodotti tipici della cultura e della tradizione abruzzesi.
18. PREMIO SPECIALE: L’editore de Siena di Pescara, media partner della manifestazione, pubblicherà in un volume, previa liberatoria gratuita degli autori, i migliori racconti classificati. La raccolta sarà pubblicata con tiratura limitata.
19. Ai primi tre classificati verrà rilasciato l’attestato di partecipazione.
20. La partecipazione al Premio implica l’automatica accettazione da parte dei concorrenti di tutte le norme del bando e l’accettazione del D.Lgs. n. 196/2003 sulla privacy.
21. Il giudizio delle Giurie è inappellabile e insindacabile.
22. L’organizzazione non fornirà ai partecipanti alcun tipo di spiegazione in merito a eventuale esclusione dal concorso e ai criteri di valutazione.
23. La premiazione avrà luogo nel corso della IV Rassegna umoristica “Sorridi con gusto”, inserita nell’ambito della manifestazione enogastronomica “Garrufo con Gusto” che si svolgerà, dal 2 all’8 agosto 2012, in Garrufo di Sant’Omero (Te).
24. I premi saranno consegnati ai vincitori il giorno della cerimonia di premiazione.
25. La data verrà comunicata per tempo.
1. L’Associazione Pro Loco di Garrufo di Sant’Omero (Te) indice la VII edizione del premio Racconto breve 2012 “Giammario Sgattoni”, sul tema “Borghi d’autore. La tua storia ambientata nella provincia italiana”.
2. La partecipazione è gratuita.
3. I testi non devono superare la lunghezza di n. 16.000 battute (spazi inclusi).
4. Gli elaborati devono essere scritti in lingua italiana.
5. Gli elaborati devono essere inediti.
6. Il materiale dovrà essere inviato entro il 12 maggio 2012, sia su supporto cartaceo, sia su supporto informatico (file.doc), tramite servizio postale a: “Premio racconto breve” c/o Pro Loco di Garrufo, Via Nazionale, 93, - 64027 GARRUFO di SANT’OMERO (Te).
Le buste, contenenti le opere, con timbro postale successivo alla data suindicata, non verranno tenute in considerazione.
7. Il Premio è articolato in un’unica sezione: possono partecipare tutti quelli che abbiano compiuto i quattordici anni di età alla data del 12 maggio 2012.
8. I dattiloscritti devono essere presentati in n. 5 copie non firmate, in busta chiusa senza mittente, in forma anonima.
9. Il nominativo, l’età degli autori, i recapiti (indirizzo, telefono, e-mail) e il CD con il file.doc, vanno inclusi in una seconda busta sigillata e inserita nel plico sempre in forma anonima.
10. Non si accettano elaborati spediti per posta elettronica.
11. Per informazioni: tel. (ore pomeridiane): 328.8967619; 320.0697431. Oppure scrivere all’indirizzo e-mail di Enrico Di Carlo: enricodica@libero.it.
12. Non verranno presi in considerazione racconti che eccedono la lunghezza stabilita e che, per gli argomenti trattati, contrari alla morale pubblica, a insindacabile giudizio della Giuria possano esporre l’organizzazione o i singoli soggetti a contenziosi di tipo legale o possano risultare lesivi della loro immagine.
13. I lavori partecipanti al Premio non saranno restituiti in quanto costituiranno parte integrante dell’archivio del Premio medesimo.
14. La Giuria, nominata dalla Pro Loco, esaminerà i lavori concorrenti e, in base ai criteri e motivi stabiliti per l’assegnazione dei premi, redigerà una relazione conclusiva che conterrà la graduatoria dei vincitori.
15. I premi consistono in:
Primo classificato:
• Un pernottamento in camera matrimoniale con colazione e cena per due persone, con degustazione di vini delle colline teramane, presso l’Hotel Ristorante “Zunica 1880”, a Civitella del Tronto (Te), uno dei borghi più belli d’Italia. Il premio è valido per tutto il 2012, previa richiesta di disponibilità;
• Prodotti tipici della cultura e della tradizione abruzzesi.
Secondo classificato:
• Un pernottamento in camera matrimoniale con colazione, per due persone, presso il B&B “Sul Frantoio” di Aladino e Felice Stante, a Fossacesia (Ch), località della “Costa dei trabocchi”. All’interno dell’antico Frantoio verrà offerta una degustazione di prodotti tipici abruzzesi. La cena, sempre per due persone, è offerta dal Ristorante-Trabocco Punta Tufano, a Rocca San Giovanni (Ch). Il premio è valido per il periodo maggio-ottobre, previa richiesta di disponibilità.
• Prodotti tipici della cultura e della tradizione abruzzesi.
Terzo classificato:
• Un pernottamento in camera matrimoniale con colazione e cena per due persone, presso il ristorante “Taverna de li Caldora” a Pacentro (Aq), antico borgo che si trova alle pendici del Monte Morrone, la cui architettura medioevale si è perfettamente conservata. Pacentro è compreso tra i borghi più belli d’Italia. Il premio è valido per tutto il 2012, previa richiesta di disponibilità.
• Prodotti tipici della cultura e della tradizione abruzzesi.
16. La Giuria si riserva di assegnare premi ex-aequo.
17. Una Giuria-giovani (14-25 anni), nominata dalla Pro Loco, si riserva di assegnare un premio speciale consistente in prodotti tipici della cultura e della tradizione abruzzesi.
18. PREMIO SPECIALE: L’editore de Siena di Pescara, media partner della manifestazione, pubblicherà in un volume, previa liberatoria gratuita degli autori, i migliori racconti classificati. La raccolta sarà pubblicata con tiratura limitata.
19. Ai primi tre classificati verrà rilasciato l’attestato di partecipazione.
20. La partecipazione al Premio implica l’automatica accettazione da parte dei concorrenti di tutte le norme del bando e l’accettazione del D.Lgs. n. 196/2003 sulla privacy.
21. Il giudizio delle Giurie è inappellabile e insindacabile.
22. L’organizzazione non fornirà ai partecipanti alcun tipo di spiegazione in merito a eventuale esclusione dal concorso e ai criteri di valutazione.
23. La premiazione avrà luogo nel corso della IV Rassegna umoristica “Sorridi con gusto”, inserita nell’ambito della manifestazione enogastronomica “Garrufo con Gusto” che si svolgerà, dal 2 all’8 agosto 2012, in Garrufo di Sant’Omero (Te).
24. I premi saranno consegnati ai vincitori il giorno della cerimonia di premiazione.
25. La data verrà comunicata per tempo.
giovedì 1 marzo 2012
ABRUZZO letterario n. 1 (gennaio-marzo 2012)

Sommario del n. 1
POESIA VISIVA E VIDEO-POESIA, di Marco Tabellione
L'ANGELO DI BROWNING, di Marco Tornar
L'ANGELO CUSTODE: Un quadro a Fano, di Bobert Browning
AGNIZIONE E DESTINO. Praga in una testimonianza di Antonia Pozzi, di Alessio Di Giulio
Intervista a: DONATELLA DI PIETRANTONIO, a cura di Arturo Bernava
VIAGGIO IN PUNTA DI PIEDI. “Luoghi”: la nuova silloge poetica di Vito Moretti, di Giancarlo Giuliani
BRUCIATE I LIBRI DI D'ANNUNZIO!, di Giacomo D'Angelo
POESIE di Luciano De Angelis, Nicoletta Di Gregorio, Ubaldo Giacomucci, Giancarlo Giuliani, Vito Moretti, Benito Sablone e Anna Ventura
TACCUINO DI UN VIAGGIO DA TRIESTE A CHIETI (Aprile-Giugno 1945), racconto di Donatello D'Orazio
L'ERGASTOLANO, racconto di Arturo Bernava
IL BUIO, racconto di Marco Tabellione
SANTO STEFANO AD RIVUM MARIS, di Nicoletta Travaglini
Recensioni: M. Di Nardo, MANI NUDE SUL CUORE; A. Del Vecchio, IOTU; A. Bernava, ELEVATEMENTI; R. Morghen, GABRIELE D'ANNUNZIO NELLE LETTERE A GIANCARLO MARONI (1934).
Arti grafiche: PELLEGRINO CAPOBIANCO
Arte della fotografia: ROMOLO DI MICHELE
Illustrazione dei racconti di Pellegrino Capobianco
Copertine di Vito Giovannelli
lunedì 10 ottobre 2011
martedì 12 luglio 2011
Recensione: IL COLORE DEL CAFFÈ di Arturo Bernava (Edizioni Solfanelli)
“... se sappiamo leggere, viviamo e passeggiamo in questo mondo come se fosse reale e il messaggio del libro arriva al nostro cuore come se facesse parte di noi.”
E’ con questa frase del romanzo che inizia la nostra passeggiata ne Il colore del caffè di Arturo Bernava, appena uscito per le edizione Solfanelli. Il libro è innanzi tutto un romanzo: si serve di una ambientazione storica ben precisa ed efficacemente ricostruita. Siamo in Italia, nel periodo fascista, il caffè è stato bandito dalla storia ed è stato sostituito dal “ surrogato d’orzo o dal carcadè somalo.”; ma continua a sopravvivere nelle abitudini di un piccolo paese dove un giorno arriva un bravo ed onesto maresciallo. Il lettore viene piano piano inserito in questo mondo minuscolo, nel quale incontra i primi personaggi. Il caffè diventa quindi filo rosso ed elemento conduttore di un giallo: e l’intreccio sostiene numerosi caffè, perché ogni personaggio attribuisce al caffè un colore ed un significato diverso.
C’è un maresciallo Dante Modiano, Lorena una bella locandiera, un cieco, un bambino..c’è una macrostoria ben intrecciata alla microstoria del piccolo paese; ci sono inoltre proverbi ed espressioni dialettali e una ironia sottile che , come un sacchetto di spezie, aggiungono profumo al libro. Ci sono i paesaggi descritti con sapienza, una delicatissima storia d’amore, ma c’è anche il rimando continuo ad altri autori, ad altri libri. E c’è uno sguardo cinematografico a guidare il lettore all’incontro con personaggi, per farlo avanzar nel racconto e sorprenderlo con alcuni colpi di scena.
“Ci sono dei caffè che fanno bene all’anima, o al corpo, e altri che on fanno bene né all’uno né all’altro.” Il maresciallo si innamora e non solo del caffè; e ogni caffè ha allora un colore diverso: quello dell’amore, rosso; quello della quotidianità, nero; rosso “ è il caffè che ha il colore dei tuoi passi”confessa al maresciallo, la bella Lorena.
E ribadisce lo stesso concetto persino Alfredo che è cieco e vive da solo insieme a tantissimi libri: “ quando bevo il caffè sento sempre la luce che ci si è sciolta dentro, sento il giallo del sole che ha illuminato la pianta, l’argento dell’Acqua”.
Che c’è di più ovvio, di più semplice, di più amichevole e confidenziale che offrire a qualcuno un caffè? Si stabilisce una relazione emotiva, un rapporto; ci si apre alla confidenza.
Venite a prendere un caffè con Arturo Bernava. Leggendo questo libro, scoprirete i profumi e gli odori, la neve e le stelle, l’amore e l’inganno, la solitudine e la dolcezza. E’ un libro che si beve tutto d’un fiato, proprio come una tazzina di caffè: ma il suo sapore resta a lungo, nella memoria.
Patrizia Tocci
Arturo Bernava
IL COLORE DEL CAFFÈ
Copertina di Vincenzo Bosica
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-89756-77-5]
Pagg. 192 - € 12,00
giovedì 23 giugno 2011
Novità: NOSTALGIA TRADIMENTO AMORE di Rosa Ucci (Edizioni Tabula fati)

Rosa Ucci
NOSTALGIA TRADIMENTO AMORE
Viaggio all'interno del Tango
Edizioni Tabula fati
Il fenomeno Tango è oggi una realtà che s'impone al villaggio globale coinvolgendo tutti i ceti sociali nei tre continenti d'Asia, d'America e d'Europa.
L'autrice si chiede il perché di questo "recupero" del Tango, soprattutto ballato. Perché la gente di tutto il mondo si riversa nelle milonghe? Una domanda che conduce ad un viaggio interiore, un'esperienza di conoscenza, alla ricerca di quell'essenza, di quello "spirito" del Tango, che esprime i moti dell'"anima universale" che parlano di improvvise lacerazioni, di strisciante malinconia, di perdite, di mancanza e che contiene, altresì, intima capacità di rigenerazione. Una musica che riesce a far superare il dolore, a far accettare la perdita, a far capire la vita e spinge a cercare un adattamento a nuovi valori, a nuove misure.
Con gli strumenti della psicologia contemporanea l’autrice decodifica riti e miti del Tango svelando quel processo emozionale che, sviluppandosi in uno stato intimo e profondo, riporta alla sacralità dell'incontro, al contatto fisico, all'abbraccio, condizione oggi estranea all'uomo contemporaneo schiacciato dall'individualismo. Nel frenetico quotidiano cosa si può arrivare a scoprire attraverso il Tango? Un qualcosa di autentico, d'interiore, profondo, un momento di pace, una risposta, anche se momentanea e per lo più inconsapevole, allo stato d'inconsistenza e di vuoto. Il Tango permette quella comunicazione profonda oggi sepolta dalle ferite della frantumazione. In un mondo in crisi, la scelta del Tango da parte di una umanità sradicata e senza punti di riferimento rappresenta una rivalsa dello spirito, la lotta dell'anima che reclama ciò che le è stato strappato. Il Tango con tutto ciò che porta in sé si pone come denuncia alla storia contemporanea, sottolineando che l'uomo non può restare intrappolato in una vita senza significato, soffocato dalla massa informe del nulla.
Rosa Ucci nata a Lanciano (CH) nel 1946, si è laureata in Scienze Politiche a Bologna e in Psicologia Applicata a “La Sapienza” di Roma. Dopo un’esperienza ventennale di insegnamento, si è dedicata alla libera professione di psicologa e psicoterapeuta, porgendo particolare attenzione ai problemi dello sviluppo della personalità femminile nella sua espressione individuale e sociale.
Il suo spiccato senso di libertà e il desiderio incessante di conoscere la natura umana in tutte le sue sfumature l’hanno condotta in Australia, in America, in Inghilterra, dove ha approfondito le più recenti tecniche di analisi dei comportamenti consci e inconsci e svolto attività di ricerca e di divulgazione su tematiche sociali.
L’incontro con il tango, durante un viaggio in Argentina nel 1992, segna l’inizio di un interesse che condurrà alla originale intuizione sul significato profondo del tango, espresso in tutte le sue sottili e intime sfumature nel testo "Nostalgia Tradimento Amore. Viaggio all’interno del Tango", nato nei locali di una Buenos Aires non turistica, dove il ballo è vissuto ancora nel suo originario significato di trasformazione del dolore in sentimento vitale.
Rosa UCCI
NOSTALGIA TRADIMENTO AMORE
Viaggio all'interno del Tango
Presentazione di Vincenzo Centorame
[ISBN-978-88-7475-225-6]
Pagg. 176 - € 15,00
mercoledì 22 giugno 2011
Novità: CALUMNIA di Fabrizio Cordoano (Edizioni Tabula fati)

Fabrizio CORDOANO
CALUMNIA
Collezione.Giallo
Un volo da un balcone fin sull’asfalto.
Archiviata come suicidio, la scomparsa di Angelo Virgili non convince la madre, che decide di far condurre a un detective indagini private e più approfondite.
Studioso e appassionato di Storia Romana Antica e insegnante in un liceo della capitale, l’uomo perde la vita alla vigilia di un’importante e rivoluzionaria scoperta, il cui segreto è nascosto in un passato lontano.
I ricordi intensi di Nerone, non più a capo di un Impero corrotto e già decadente, lasciano Roma a bordo di un carro alla volta delle Ville Pompeiane.
È là, dove il profumo degli agrumeti sale e si mischia a quello della risacca, fra resti talvolta ancora intatti di una cultura che non ebbe rivali, che il cerchio infine si chiude, e ricorda che passato e presente non sono che facce diverse di una stessa medaglia d’oro.
Fabrizio Cordoano nasce a Roma nel 1961. Nel 1982 entra nell’Arma dei Carabinieri e presta servizio presso la Legione Lazio. Nel 1984 diventa responsabile del Settore Mercato presso un’azienda telefonica.
Nel 1995 collabora con il 2° reparto della Guardia di Finanza di Roma. Nel 1999 apre un’agenzia investigativa a Pescara dove tuttora svolge la professione di investigatore privato. Nel 2007 è uscito il suo primo romanzo "L’investigatore privato di provincia" (Opera Editrice, Pietranico).
Fabrizio CORDOANO
CALUMNIA
Edizioni Tabula fati
Collezione.Giallo
Copertina di Vincenzo Bosica
[ISBN-978-88-7475-219-5]
Pagg. 96 - € 8,00
sabato 18 giugno 2011
In uscita il nuovo romanzo di Marina Crescenti: È TROPPO SANGUE ANCHE PER ME
L’idea del libro nasce da un documentario, La prostituzione e la Wehrmacht, in cui vengono intervistate le donne ebree sopravvissute alle cosiddette Case delle Bambole (più note come bordelli tedeschi), le quali, dopo la sterilizzazione, furono costrette a prostituirsi con i soldati e ufficiali nazisti durante la seconda guerra mondiale.Il titolo deriva da una frase pronunciata da Enrico Maria Salerno nel primo film poliziesco uscito nelle sale italiane nel gennaio del 1972, La Polizia ringrazia.
La storia è costruita con la tecnica soggettiva affidata alla voce narrante del protagonista alle prese con la sua terza indagine, il commissario Lorenzo Narducci della questura di Milano. Che tutti chiamano Luc per una certa somiglianza con Luc Merenda, attore italo-francese che negli anni ‘70 ha girato diversi polizieschi nel ruolo di commissario, da qui la sua prefazione al libro.
Lorenzo Narducci, uomo impulsivo, poliziotto che scava nella sabbia fin quando non arriva all’acqua, padre attento di due gemelle adolescenti, marito che si scopre distratto, in questa terza avventura fatica a conciliare i vari ruoli rischiando di perdere il controllo della situazione. Un personaggio nuovo lo affianca nelle indagini, è un poliziotto di Pescara, Orfeo Di Marcantonio. Con ironia, viene messo a confronto il modo di fare del sud con quello meno espansivo del nord.
Vecchio amico di Luc: “Orfeo, ti riconosco dopo tutto questo tempo?”
“Sono quello con la valigia con lo spago.”
La storia comincia con un omicidio avvenuto a Pescara. Le indagini sono affidate al commissario Narducci a motivo del messaggio a lui dedicato, lasciato dall’assassino sul luogo del delitto. Ma l’omicida fa anche altro: insegue, si traveste, uccide con un bisturi che sembrerebbe risalire all’epoca della guerra. Deposita nel ventre menomato delle vittime una miniatura di Barbie, smembra i corpi, nasconde i macabri ritagli, consegnandoli a chi sa lui. Le ricerche conducono a una certa Sofia Cairoli che ha avuto una storia con i tre ragazzi vittime dei primi omicidi. Ma poi, i delitti prendono altre direzioni e tutto viene rimesso in discussione. La verità sarà chiara solo alla fine, quando Luc e la sua squadra investigativa traggono taluni collegamenti con gli avvenimenti passati che riportano in superficie odi antichi, rancori mai spenti. Nello scorrere del romanzo sono inseriti dei flash, che ripercorrono momenti tragici risalenti alle Joy Divisions (Divisioni della Gioia o Case delle Bambole). L’antefatto permea il romanzo: muove i personaggi, aleggia su interrogatori, analisi, riflessioni. Scioglie il mistero che ogni mossa dell’assassino porta con sé.
giovedì 5 maggio 2011
mercoledì 4 maggio 2011
L'addio dei giornalisti abruzzesi a Giovanni Verna
All’età di 74 anni è morto questa mattina, all’ospedale di Atri, il giornalista Giovanni Verna, per molti anni Caporedattore della sede Rai regionale. Verna era nato il 20 aprile del 1937 ad Atri dove aveva conseguito la maturità classica; successivamente aveva frequentato la facoltà di Giurisprudenza presso l’Università di Padova.
Nel 1954 (a 17 anni) fu nominato corrispondente da Atri del giornale “Il Quotidiano” di Roma: nel 1956 direttore de “Il Gazzettino Atriano”. Nella sua lunga e intensa attività professionale, Verna ha collaborato con “Il Tempo” ed è stato direttore dello storico giornale della Curia teramana “L’Araldo Abruzzese”, collaborando inoltre con il giornale “Azione Sociale”, con “L’Osservatore Romano” e “L’Amico del Popolo”.
Era stato assunto nel 1961 alla Rai, dove ha svolto il praticantato professionale diventando giornalista professionista nel 1973, concludendo la sua attività professionale con la qualifica di caporedattore. Verna ha ricoperto importanti incarichi nel sindacato dei giornalisti della Rai e nell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana). Autore di diversi libri ha sempre coltivato la sua passione per i libri e per la cultura.
L’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo e il Sindacato dei Giornalisti Abruzzesi in una nota congiunta esprimono “cordoglio per la scomparsa del collega Giovanni Verna, che ha rappresentato e continuerà a rappresentare un modello di riferimento professionale ed etico per i giovani che si avvicinano alla professione giornalistica”.
La camera ardente è stata allestita presso l’obitorio dell’ospedale di Atri; i funerali si terranno domani, alle 15,30, nella chiesa di San Nicola, ad Atri.
Nel 1954 (a 17 anni) fu nominato corrispondente da Atri del giornale “Il Quotidiano” di Roma: nel 1956 direttore de “Il Gazzettino Atriano”. Nella sua lunga e intensa attività professionale, Verna ha collaborato con “Il Tempo” ed è stato direttore dello storico giornale della Curia teramana “L’Araldo Abruzzese”, collaborando inoltre con il giornale “Azione Sociale”, con “L’Osservatore Romano” e “L’Amico del Popolo”.
Era stato assunto nel 1961 alla Rai, dove ha svolto il praticantato professionale diventando giornalista professionista nel 1973, concludendo la sua attività professionale con la qualifica di caporedattore. Verna ha ricoperto importanti incarichi nel sindacato dei giornalisti della Rai e nell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana). Autore di diversi libri ha sempre coltivato la sua passione per i libri e per la cultura.
L’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo e il Sindacato dei Giornalisti Abruzzesi in una nota congiunta esprimono “cordoglio per la scomparsa del collega Giovanni Verna, che ha rappresentato e continuerà a rappresentare un modello di riferimento professionale ed etico per i giovani che si avvicinano alla professione giornalistica”.
La camera ardente è stata allestita presso l’obitorio dell’ospedale di Atri; i funerali si terranno domani, alle 15,30, nella chiesa di San Nicola, ad Atri.
lunedì 2 maggio 2011
domenica 1 maggio 2011
mercoledì 1 dicembre 2010
Rivista Il filo d'Arianna (Sommario del n. 3/2010)

CULTURA E CULTURALE
Lucio D’Arcangelo, La parabola del “culturale”
Alessandro Gnocchi, Dalla padella nera di Bottai alla brace rossa di Gramsci
Giorgio de’ Rossi, Arte e facilarte
Renato Besana, Cultura uguale sovversione
Marco Delleani, La sagra del libro
Silvia Peronaci, La cultura della fuga
DOCUMENTI
Stephen Vizinczey, Bestsellers
Aldous Huxley, Letteratura e volgarità
OSSERVATORIO
Conversazione con Ferruccio Parazzoli
Il mestiere di scrivere
CIVILTÀ DELLE LETTERE
André Malraux, Lune di carta
Giuseppe Grasso, Nota al testo
Giulio Rasi, Malraux. Una rivolta contro il tempo
Paolo Pinto, Il dramma di Henrik Ibsen
Piero Allori, Luciano surrealista?
FARE SCANDALO, FARE STORIA
Franco Cardini, Nazione, Popolo, Patria. Postilla sul Risorgimento e scandalosa ipotesi ucronica
Giacomo Ricci, Il secolo americano
Piera Rossella D’Arcangelo, Il dialogo possibile
NARRATIVA
Theodor Storm, Marta e il suo orologio
Quattro favole dal Pancatantra
Franco Cuomo, L’armadio
LINGUAGGIO
Italo Inglese, Suono-Colore-Parola. Il percorso di Scrjabin e Kandinsky verso l’arte totale
Lucio D’Arcangelo, Lingue che muoiono
Enzo Natta, Le maschere dell’humour
LETTURE
La fiction televisiva
Cinema e storia
Fondi di bottiglia
Il Maestro della Tradizione
EUROPA E OLTRE
Alberto Rosselli, La guerriglia anti-comunista post bellica nei Paesi Baltici, Ucraina e Romania
giovedì 5 agosto 2010
Donatello D'Orazio (1896-1986)
Donatello D’Orazio nasce a Chieti il 5 agosto 1896, muore a Roseto degli Abruzzi (TE) il 19 ottobre 1986.Ha collaborato al "Piccolo della Sera" (Trieste) nel biennio 1920-1921; è stato titolare della critica drammatica e letteraria nel "Popolo di Trieste" dal settembre del 1922 al giugno del 1939, e inviato speciale (o corrispondente particolare) del "Resto del Carlino" (Bologna) dal 1927 al 1943 circumnavigando il Mediterraneo e l'Africa e viaggiando nell'America Latina, nei paesi del Levante, in Arabia e l'India, con l'impegno del giornale bolognese di concedere gratis al "Popolo di Trieste" i servizi a sua firma.
Sebbene avesse sempre evitato l'esercizio del giornalismo specificatamente politico, è stato comandato redattore capo della "Gazzetta Jonica" di Corfù nel 1942 e del "Lavoro" di Genova nel 1944.
Dal 1920 al 1945, ha via via collaborato nelle terze pagine della "Gazzetta del Popolo" (Torino), del "Pomeriggio", edizione pomeridiana del "Corriere della Sera", del "Popolo d'Italia", del "Gazzettino" di Venezia, della "Nazione" di Firenze, del "Giornale d'Italia", del "Mattino" di Napoli, della "Gazzetta del Mezzogiorno" di Bari e del "Popolo d'Italia".
Dopo la seconda guerra mondiale è stato uno dei collaboratori dell'"Agenzia Italiani nel Mondo", che diramava articoli ai giornali di lingua italiana all'estero.
Ha pubblicato saggi su Papini, Puccini, Borgese, D'Annunzio, Mezzanotte e Michetti; la biografia L'amore e gli amori di Gabriele D'Annunzio (Marino Solfanelli Editore, Chieti 1963); libri tra il racconto e la lirica: Il libro di Markab (Parnaso, Trieste 1926), Sotto lo sguardo di Gesù (Edizioni del Cenacolo, Roseto degli Abruzzi 1972); libri di viaggio in guerra e in pace: Riverberi d'Africa (Edizioni Celvi, Trieste 1929), Scritti sul tamburo (Cappelli, Bologna 1939), Viaggio nell'Abruzzo dannunziano (Marino Solfanelli Editore, Chieti 1965); romanzi: L'amore inamabile (Casa dei poeti, Milano-Varese 1925), Il costruttore di ponti (Cappelli, Bologna 1934), Bufera sulla Maiella (Marchionne, Chieti 1950), Metamorfosi di sensuale (Edizioni Aternine, Pescara 1958), Varco a Sud (Marino Solfanelli Editore, Chieti 1964); dialoghi: La bella, il soldato e il mostro (Edizioni Aternine, Pescara 1957), I colloqui di Mussolini con Brand e Zarathustra (Edizioni Aternine, Pescara 1956).
Tra le sue ultime opere, tra biografia e lirica, Quella stagione di Chieti (Marino Solfanelli Editore, Chieti 1987) e le poesie Quaderno del giro largo (Marino Solfanelli Editore, Chieti 1982).
mercoledì 30 settembre 2009
Rivista Il filo d'Arianna (Sommario del n. 2/2009)

CRISTIANI O NEOPAGANI?
Franco Cardini, Due secoli di Europa neopagana
Gianfranco de Turris, Julius Evola e l’imperialismo pagano
Salvatore Natoli, I nuovi pagani
Andrea Emo, Cristianesimo e mondo moderno
Documenti
Giovanni Gentile, La mia religione
Ricordo di Francesco Intelisano
Giorgio Anelli, Le statue piangenti
Osservatorio
Ferruccio Parazzoli, Lo scrittore e il labirinto
Narrativa
Macedonio Fernández, Vivere scusato
Ugo Amati, Flaubert
Marco Iacona, Le avventure di Tolina e Costolina
Rolando D’Alonzo, L’armadio
Archivio di poesia
Minori e minimi
Due apocrifi di Kafka
Giovanni Papini, Inediti di K.
Marco Denevi, Il primo racconto di Kafka?
Civiltà delle lettere
Lucio D’Arcangelo, Leopardi oggi
Giulio Rasi, Il “Giro” di Bontempelli
Alessandro Scarsella, Franz Roh 1925
Marco Delleani, Le bellezze d’Italia
Paolo Pinto, Il “liberuomo” Vittorio Alfieri
Piero Allori, Terenzio
Fare scandalo, fare storia
Franco Cardini, Seconda guerra d’Indipendenza?
Italiano e dialetti
a cura di Lucio D’Arcangelo
L’italiano di oggi
L’Italia delle “minoranze”
L’ultima “minoranza”
Renato Besana, Dialetto sì, ma quale?
Arte
Renato Besana, Il postmoderno
Sergio Valzania, Duchamp paracarrista
Letture
Sconcerto Italiano
Conversazioni su di me e tutto il resto
Se l'Italia
mercoledì 11 febbraio 2009
Rivista Il filo d'Arianna (Sommario del n. 1/2009)

EDITORIALE
Per una politica della lingua
Lucio D’Arcangelo, Un paese senza lingua
Franco Cardini, L’imperialismo culturale italiano
Renato Besana, Lingua nel caos
Maurizio Dardano, La lingua si difende da sé?
Antonio Sorella, L’italiano? Lo salverà la scuola
Massimo Arcangeli, Tutti per uno, uno per tutti
Documenti
La bella lingua
L’italiano in Europa
Il nuovo analfabetismo
Una valanga di libri
Conversazione con Ferruccio Parazzoli
Dino De Riseis, Dossier Borges
Da Buenos Aires a Babilonia
Borges e l’infamia
Tre inediti
Antologia
Civiltà delle lettere
Lucio D’Arcangelo, Ricordo di Luciano Anceschi
Giuseppe Conte, Reinventare il mondo
Giulio Rasi, Savinio e gli dèi
Marco Delleani, Lighea
Paolo Pinto, La vita altrove
Paolo Pinto, Francesco Petrarca peregrinus ubique
Monica Farnetti, Felicità di Katherine Mansfield
Archivio di poesia
Narrativa
Marco Delleani, Racconto fra le righe
Renato Besana, Quattro righe, ma buoniste
Rolando D’Alonzo, La sigaretta
Linguistica
Lucio D’Arcangelo, La foresta di suoni
Armando Francesconi, Tradurre o non tradurre
Europa e oltre
Alberto Rosselli, Turanismo e Panturanismo
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